Scegliere un software PDM significa decidere come organizzare, proteggere e rendere accessibili i dati tecnici che accompagnano lo sviluppo di un prodotto. Per approfondire cos’è un PDM e quali sono le sue principali funzionalità, è possibile partire dalla nostra guida dedicata alla gestione dei dati di prodotto.
Per un’azienda che utilizza SOLIDWORKS, il confronto può concentrarsi soprattutto su due approcci: SOLIDWORKS PDM, basato tradizionalmente su un’architettura client/server, e 3DEXPERIENCE PDM, che porta la gestione dei dati e dei processi in un ambiente cloud.
Entrambe le soluzioni consentono di gestire file CAD, revisioni, metadati, relazioni tra componenti e processi di approvazione. Cambiano, però, infrastruttura, modalità di accesso, logiche di licensing e approccio ai workflow. Quali sono quindi le differenze più importanti? E quale modello può adattarsi meglio all’organizzazione e al modo di lavorare di un team tecnico?
Software PDM on-premise o cloud: cosa cambia?
Una delle prime differenze riguarda l’infrastruttura.
SOLIDWORKS PDM è una soluzione tradizionalmente on-premise: i dati vengono gestiti tramite un’infrastruttura server e gli utenti accedono al vault aziendale attraverso gli strumenti integrati nell’ambiente Windows e nel CAD. Questo approccio permette all’organizzazione di mantenere un controllo diretto sull’infrastruttura e sui dati.
La piattaforma 3DEXPERIENCE Cloud, invece, nasce con un’impostazione SaaS e permette di accedere alle informazioni attraverso servizi web e applicazioni integrate. Server, aggiornamenti dell’infrastruttura, backup e diversi aspetti della manutenzione vengono quindi gestiti a livello di piattaforma cloud.
Il tema si inserisce in una trasformazione più ampia della progettazione: abbiamo approfondito anche come il CAD cloud modifica la collaborazione e la condivisione dei dati rispetto a un ambiente esclusivamente desktop.
Per chi lavora da sedi diverse o deve collaborare frequentemente da remoto, cambia soprattutto il modo in cui le informazioni diventano disponibili agli utenti.
La domanda da porsi non è quindi semplicemente cloud o server aziendale?, ma: quanto controllo diretto sull’infrastruttura serve alla nostra organizzazione e quanto è importante poter accedere ai dati di progetto indipendentemente dalla sede di lavoro?
SOLIDWORKS PDM Standard e SOLIDWORKS PDM Professional
Quando si parla di PDM SOLIDWORKS è utile distinguere le due versioni attualmente disponibili: SOLIDWORKS PDM Standard e SOLIDWORKS PDM Professional.
PDM Standard offre funzionalità di gestione dati pensate soprattutto per esigenze più circoscritte e per un numero ridotto di utenti. SOLIDWORKS PDM Professional estende invece le possibilità di configurazione e gestione ed è pensato anche per organizzazioni con processi, volumi di dati e gruppi di lavoro più articolati. La documentazione Dassault indica inoltre che SOLIDWORKS PDM Professional è il nome attuale del prodotto precedentemente conosciuto come SOLIDWORKS PDM Enterprise.
Se vuoi approfondire le differenze tra le due versioni, abbiamo analizzato nel dettaglio SOLIDWORKS PDM Standard e Professional e i criteri da considerare nella scelta.
Per questo, nella valutazione di un SOLIDWORKS PDM software, non basta considerare il numero di file da archiviare: è importante analizzare utenti coinvolti, modalità di collaborazione, workflow, approvazioni e complessità del processo di sviluppo prodotto.
Come cambiano le licenze?
Anche il modello di licensing rappresenta una differenza significativa.
SOLIDWORKS PDM Professional utilizza un modello basato su licenze concorrenti: una licenza viene occupata quando un utente utilizza il sistema e torna disponibile quando termina la sessione. Questo consente a un’organizzazione di dimensionare il pool delle licenze in funzione del numero di persone che devono lavorare contemporaneamente nel PDM.
La 3DEXPERIENCE Platform, essendo progettata secondo una logica SaaS, utilizza invece licenze nominali associate agli utenti. L’accesso segue quindi la persona e non la singola postazione di lavoro.
Workflow PDM: due modi di gestire approvazioni e lifecycle
Un PDM non serve soltanto ad archiviare file. Deve controllare come un documento passa dalla creazione alla revisione, dall’approvazione al rilascio.
In SOLIDWORKS PDM Professional, i workflow possono essere configurati definendo stati, transizioni, autorizzazioni e responsabilità. Durante il passaggio da uno stato all’altro possono cambiare i permessi di lettura o modifica, la visibilità dei documenti e alcune informazioni associate ai file. Si possono quindi costruire processi articolati, calibrati sulle procedure aziendali.
Le funzionalità di gestione dei flussi continuano inoltre a evolvere: tra le novità di SOLIDWORKS PDM 2026 sono presenti miglioramenti dedicati proprio all’amministrazione dei workflow e alla gestione dei dati.
L’approccio della piattaforma 3DEXPERIENCE è differente. Il lifecycle di base può essere integrato attraverso le cosiddette route, con cui organizzare approvazioni sequenziali, parallele o combinazioni delle due. È inoltre possibile coinvolgere ulteriori approvatori nel processo quando necessario.
Versioni, revisioni e ricerca dei dati
La capacità di recuperare velocemente l’informazione corretta è uno dei motivi principali per cui un’azienda introduce un software PDM.
Sia SOLIDWORKS PDM sia 3DEXPERIENCE utilizzano i metadati associati agli oggetti per facilitare la ricerca. Informazioni come autore, data, descrizione, stato o revisione permettono di identificare un componente senza affidarsi esclusivamente al nome del file.
SOLIDWORKS PDM utilizza schede dati configurabili per mostrare e raccogliere queste informazioni. La piattaforma 3DEXPERIENCE adotta invece un approccio più vicino alla ricerca web: è possibile partire da una ricerca più ampia e restringere progressivamente i risultati attraverso filtri e i cosiddetti 6WTags, basati su concetti come Who, What, When, Where, Why e How.
In entrambi i casi emerge un principio fondamentale: un PDM è efficace quando i dati gestiti sono strutturati e coerenti. Più accurati sono i metadati, più semplice diventa individuare il contenuto corretto, verificarne lo stato e riutilizzarlo.
Per gli ambienti più strutturati, la gestione del PDM può comprendere anche meccanismi di automazione e scambio delle informazioni: un esempio sono le regole XML di SOLIDWORKS PDM Professional, utilizzate per gestire importazione ed esportazione dei dati.
Come vengono gestiti riferimenti CAD e distinta base?
Un assieme SOLIDWORKS non è un singolo file: contiene relazioni tra parti, sottoassiemi, disegni e configurazioni. Per questo un software PDM deve essere in grado di comprendere e mantenere i riferimenti tra i diversi documenti.
Entrambe le soluzioni permettono di navigare le relazioni upstream e downstream tra i componenti. SOLIDWORKS PDM può rappresentarle attraverso strutture espandibili e strumenti grafici; 3DEXPERIENCE offre modalità di navigazione visuale e viste strutturate dei dati.
Queste relazioni sono importanti anche per la distinta base. I dati provenienti dalla progettazione possono infatti costituire il punto di partenza per collegare l’Engineering BOM ai processi aziendali successivi.
Review, markup e gestione delle modifiche tecniche
Un altro elemento di confronto riguarda ciò che accade quando un progetto deve essere revisionato.
SOLIDWORKS PDM integra strumenti che permettono di visualizzare i documenti e supportare attività di review e markup. Nell’ecosistema 3DEXPERIENCE, invece, strumenti web dedicati consentono di visualizzare modelli 3D, aggiungere annotazioni e collegare le segnalazioni direttamente agli oggetti interessati.
Questo approccio diventa particolarmente rilevante nella gestione delle modifiche tecniche. Sulla piattaforma 3DEXPERIENCE, issue, markup e change action possono essere collegati tra loro e al modello CAD, rendendo più esplicita la relazione tra problema individuato, oggetto coinvolto e modifica da realizzare.
Per un’organizzazione, quindi, la scelta non riguarda solo dove conservare il CAD, ma anche come far collaborare progettisti, responsabili e altri stakeholder intorno alla stessa informazione tecnica.
SOLIDWORKS PDM o 3DEXPERIENCE Cloud: quale software PDM scegliere?
Non esiste una risposta valida per ogni azienda. I due ambienti rispondono allo stesso bisogno di fondo — governare dati, revisioni e processi legati allo sviluppo prodotto — attraverso architetture differenti.
SOLIDWORKS PDM mantiene un’impostazione particolarmente vicina alla gestione dei file, all’ambiente Windows e alle infrastrutture aziendali client/server. 3DEXPERIENCE PDM introduce invece un modello cloud, basato su utenti nominali e su una gestione più ampia di dati, relazioni e attività collaborative.
Prima di scegliere un software PDM, è quindi utile rispondere ad alcune domande concrete: dove lavorano gli utenti? Quali infrastrutture IT sono già presenti? Quanto sono complessi i workflow di approvazione? Quante persone devono consultare i dati senza utilizzare direttamente SOLIDWORKS? Come vengono gestite oggi revisioni, errori, modifiche e distinte base?
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